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Canone calmierato e Canone concordato: differenze e vantaggi

Per digitalizzare tutti i passaggi necessari alla stesura e registrazione di un contratto di locazione è possibile consultare siti specifici come http://www.canoneconcordatonline.it

Si intende per locazione, un contratto con il quale due parti si mettono d’accordo affinché la prima dia in godimento alla seconda un proprio bene, dietro pagamento di un corrispettivo che assume il nome di canone.

Le due parti coinvolte in tale contratto prendono il nome di:

  • locatore
  • conduttore (o locatario),

Classiche ipotesi di tale tipo di contratto sono quella riguardanti:

  • l’abitazione data in affitto dal proprietario,
  • un altro immobile concesso ugualmente in conduzione ma per fini commerciali.

Nonostante ciò il contratto di locazione non deve necessariamente avere ad oggetto un bene immobile: la legge prevede infatti che si possa trattare anche di un bene mobile come ad esempio un’autovettura.

Contratto di locazione: tipologie e durata

Il contratto di locazione si caratterizza per una lunga durata.

Tale caratteristica è finalizzata a favorire chi va a vivere nell’abitazione dandogli la garanzia di:

  1. non essere sfrattato all’improvviso
  2. non essere costretto a cercare una nuova casa.

Per legge, il contratto di affitto di una casa può essere:

  • contratto 4+4: dura quattro anni rinnovabili automaticamente alla scadenza per altri 4 anni.
  • contratto 3+2: dura tre anni rinnovabili alla scadenza per altri due

Quest’ultima tipologia è caratterizzata dal canone calmierato.

Funzionamento del canone nelle locazioni 4×4 e 3×2

Nel contratto d’affitto «4+4» le parti possono liberamente mettersi d’accordo per quanto riguarda la determinazione del canone mensile da pagare.

Quando si sceglie di dare la casa in affitto almeno per 4 anni dunque è possibile concordare con l’inquilino il prezzo che dovrà pagare mensilmente.

Al contrario nel caso di affitto «3+2» non è possibile concordare liberamente il canone mensile.

Tale canone deve adeguarsi a quanto previsto da appositi accordi raggiunti a livello locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori.

Si tratta, per l’appunto, del canone calmierato dove il vantaggio per il proprietario è quello di beneficiare di particolari agevolazioni fiscali.

Cos’è il canone calmierato

Il canone calmierato è quello previsto nell’affitto 3+2.

Si definisce in questo modo in quanto l’importo mensile che dovrà versare il conduttore non è stabilito liberamente dalle parti, bensì da un accordo locale.

Questo accordo è concluso e firmato:

  1. dalle principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia
  2. dalle principali associazioni sindacali dei conduttori, in genere alla presenza dell’assessore comunale o del sindaco.

Nel contratto di locazione a canone calmierato, dunque, il canone non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.

Il canone calmierato è in genere scelto in quanto:

  1. consente di stabilire una durata più ridotta della locazione (tre anni rinnovabili per altri due, contro il quadriennio rinnovabile per un periodo di pari tempo previsto dalla soluzione del “canone libero”).
  2. Prevede delle agevolazioni fiscali stabilite dalla legge.

Per la precisione, è prevista una riduzione del 30% dell’imposta di registro che passa dal 2% all’1,4% dell’ammontare annuo del canone.

Dunque è necessario tener presente che:

  • Il locatore gode di una detrazione sulla base imponibile pari al 30% se il reddito percepito viene riportato in dichiarazione dei redditi, grazie al fatto che il contratto è stato stipulato in regime calmierato.
  • Il reddito percepito viene tassato direttamente applicando l’aliquota ridotta pari al 10%. e il locatore opta per il regime della cedolare secca.

Grazie al canone calmierato è possibile dunque disporre di agevolazioni fiscali altrimenti negate a chi opta per il classico contratto d’affitto 4+4.

Cos’è il canone concordato

l canone concordato è un prezzo di affitto che non supera quanto previsto dalle tabelle concordate tra Comune di Roma e associazioni di categoria (inquilini e proprietari).

Queste tabelle fanno ricorso a una molteplicità di parametri per determinare il canone, tra cui:

  • le condizioni dell’abitazione.
  • la posizione dell’abitazione all’interno della città.

Il contratto a canone concordato può essere applicato a tutti gli immobili privati ad uso abitativo dunque:

  1. locazione residenziale.
  2. locazione transitoria.
  3. locazione a favore di studenti universitari.

In ogni caso è necessario tener presente che:

  • nel caso di affitti a lungo termine per residenti il proprietario è libero di scegliere se applicarlo o meno.
  • nel caso degli affitti transitori per non residenti, il proprietario è obbligato a locare al di sotto di quanto previsto dal canone concordato.

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